1 FEBBRAIO 2003 disastro dello shuttle Columbia, esplode uccidendo tutto l’equipaggio

1° febbraio 2003 – La navetta spaziale Columbia STS-107 si disintegra in fiamme a 60 chilometri di quota mentre sta sorvolando il Texas ad appena 16 minuti dal previsto atterraggio in Florida al Kennedy Space Center. Tutti e sette gli astronauti a bordo rimangono uccisi: William McCool, Rick Husband, Michael Anderson, Kalpana Chawla, David Brown, Laurel Clark e Ilan Ramon, il primo astronauta israeliano. La causa del disastro il distacco, durante il lancio, di un frammento di isolante dal serbatoio esterno che ha colpito l’ala sinistra della navetta causando un foro dal quale, al momento del rientro nell’atmosfera, è penetrato il plasma incandescente che ha incendiato il Columbia. A causa di questo incidente lo shuttle è rimasto fermo a terra per oltre due anni e mezzo durante i quali è stato cercato un rimedio al distacco di isolante. La ripresa dei voli è avvenuta nel luglio 2005 con la missione STS-114 ma anche questa volta pezzi di isolante si distaccarono, ancora dal serbatoio esterno, fortunatamente senza causare danni alla navetta. Nei voli successivi il problema è stato fortunatamente mitigato. Però, nel gennaio 2004, il Presidente George W. Bush lanciava l’iniziativa per il “Ritorno sulla Luna, Marte ed oltre” proponendo il pensionamento della flotta shuttle nel 2010 – astronautica.us-

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