Trasgressione oltre i limiti, operato d’urgenza per una bomboletta spray nell’ano

Quando la trasgressione va troppo oltre fino a vestire i panni del dramma e del rischio per la propria incolumità. Giochi erotici spinti, fino alla sodomia. Un mondo nascosto, sotterraneo, pratiche private sempre più frequenti, aumentate grazie all’utilizzo distorto della rete e dei social network. Abitudini sessuali che cambiano, o forse aumentano la trasgressività fino a raggiungere livelli inimmaginabili. 

Gli ultimi casi, piuttosto recenti, accaduti nell’Anconetano hanno riacceso la spia su una moda oltraggiosa per il comune senso del pudore. Quattro quelli affrontati dai medici e dai chirurghi all’ospedale di Torrette tra fine dicembre e il mese di gennaio, uno dei quali particolarmente delicato che ha richiesto un intervento chirurgico d’urgenza. Il paziente, un uomo di circa 40 anni, ha davvero rischiato di morire e il suo quadro clinico è stato ridimensionato solo da una immediata operazione di chirurgia addominale che ha visto coinvolto addirittura l’intestino. Nelle scorse settimane i casi più recenti, ma ne spuntano altri, più indietro nel tempo, davvero clamorosi. Come, ad esempio, quello di un noto imprenditore della provincia di Ancona, vittima di un gioco erotico a quattro e finito d’urgenza in sala operatoria dopo che nel suo ano era stata trovata una bomboletta spray. Quella volta l’imprenditore arrivò, accompagnato da una persona di fiducia, e finì in sala operatoria per risolvere il delicatissimo problema. 

La maggioranza dei casi di giochini erotici spinti o di autoerotismo di solito vedono come protagonisti gli uomini. Uno degli ultimi casi, di poche settimane fa, ha visto protagonista un pensionato sopra i settant’anni. Tra gli ultimi quattro, uno soltanto ha riguardato una donna, in stato interessante e arrivata in ps dopo l’evoluzione negativa di una pratica erotica mentre si trovava in compagnia del marito. Non sono mancati, in passato, rapporti erotici di coppia, tra fidanzati o sposi, finiti in ospedale per scarsa conoscenza dei limiti a cui attenersi. Oltre al dolore e alle conseguenze cliniche, per i protagonisti di storie di questo tipo c’è da considerare anche l’aspetto dell’imbarazzo nel recarsi presso strutture ospedaliere pubbliche. L’alternativa sarebbe quella di tentare con mezzi artigianali, rischiando di peggiorare le cose e, rischiare davvero la propria incolumità. La garanzia della privacy, tuttavia, è assoluta. Così è stato, ad esempio, in tutti i casi che il pronto soccorso dell’ospedale di Torrette, il più grande di tutte le Marche, si è trovato ad affrontare. (Il Resto del Carlino)

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